Capitolo Under Ten (Terra Santa, 2007)
(09 luglio 2007)

SECUNDUM VERBUM TUUM, III Capitolo internazionale delle Stuoie dei frati giovani, Terra Santa, 1-8 luglio 2007.

 

L’Altissimo Onnipotente bon Signore ha chiamato per nome e ha radunato i frati Under Ten come Fraternità internazionale in Terra Santa – da Nazareth a Betlemme – per condurli alle sorgenti della vocazione e missione francescana, sui passi del Signore Gesù, riconosciuto Crocifisso e Risorto a Gerusalemme.

 

 

I giovani frati si sono ritrovati in duecento, da ogni Entità dell’Ordine, insieme al Ministro generale e al Definitorio, per ascoltare insieme la Parola di Dio, guardando a Santa Maria di Nazareth, per celebrare l’Eucaristia e condividere la loro speranza, nell’itinerario della grazia delle origini.

 

È stata la Parola di Dio che li ha resi disponibili ad accogliersi a vicenda in questi giorni e a dialogare tra loro in modo franco e sereno. Essa ha allargato il loro sguardo su loro stessi, sul mondo e la Chiesa, sui fratelli, educandoli ad avere uno sguardo di fede positivo sulla realtà e sul travaglio in atto in questo tempo unico della storia.

 

L’ascolto della Parola, però, non è indolore. Essa mette a nudo le debolezze dell’uomo. La condivisione reciproca dei frati ha offerto alcune costatazioni:

  • ai giovani frati, sono affidate le più svariate attività
  • spesso devono fare i conti con le difficoltà della scelta di vita e non sempre si sentono sostenuti nella loro vocazione
  • sperimentano l’esistenza di alcune barriere nel dialogo in Fraternità
  • spesso devono fare i conti con la solitudine
  • la fatica di dover mantenere in vita strutture ereditate dalla nostra tradizione che rendono faticoso il cammino e non di rado diventano una contro testimonianza

I frati giovani hanno evidenziato il bisogno di un salto di qualità dei rapporti, che deve essere fatto nel vissuto nel quotidiano, che richiede fedeltà e disciplina:

  • l’esigenza di un dialogo più profondo in Fraternità, meno “istituzionale”
  • le opportunità di un effettivo accompagnamento spirituale anche dopo la formazione iniziale
  • la comunicazione a diversi livelli, anche per curare relazioni fraterne sane e profonde

Inoltre, hanno manifestato l’urgenza di aprirsi sempre di più a forme di collaborazione sia tra Province e Conferenze che con altri soggetti ecclesiali, di curare maggiormente il rapporto con il territorio, (inculturazione) e di evitare la dispersione che risulta dalla mancanza di una progettualità a lungo termine.

 

Nell’ascolto e nel dialogo gli Under Ten hanno preso maggiore coscienza che questi obiettivi non saranno raggiungibili senza la decisione personale di compiere dei passi concreti di conversione, riguardo all’uso del tempo, soprattutto di quello dedicato all’incontro con il Signore, che li chiede di crescere nella capacità di fare silenzio in loro e intorno a loro e ancora alle energie spese per i fratelli e per il loro molteplice servizio al Regno di Dio.

 

I frati hanno deciso di far propria la “metodologia di Emmaus”, cioè di passare “dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo” (RegOFS II, 5).

 

Proposte:

  • Continuare a sviluppare il senso di appartenenza ad una Fraternità internazionale, chiamata a diventare sempre più anche interculturale. A tal fine si favorisca al massimo lo studio delle lingue, la partecipazione a incontri internazionali, esperienze di collaborazione con altre Entità, una maggiore apertura ai progetti missionari dell’Ordine.
  • Favorire incontri periodici tra frati Under 10 a livello di Conferenze, per condividere la passione per il Regno e individuare e preparare il nostro cammino verso il futuro.
  • Si auspica che ogni Entità permetta e favorisca la nascita di una Fraternità-contemplativa-in missione, aperta anche all’interprovincialità e internazionalità, che abbia come criterio fondamentale un progetto di vita fraterna comune, costruito lungo il cammino.
  • Si auspica nelle Entità o nelle Conferenze la costituzione di Fraternità che vivano in modo più intenso il primato dell’ascolto della parola di Dio, nelle quali anche altri frati possano trovare un aiuto periodico per rinvigorire questa dimensione della nostra vita.
  • Alla luce della conversione al Vangelo, favorire con audacia forme di condivisione e di presenza attiva in mezzo ai poveri di oggi, perché la vita di molti sia giusta, degna della persona umana e fraterna. Per questo è urgente riprendere il discorso intorno alla nostra minorità e povertà.
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