Cronaca 11 luglio
(11 luglio 2019)

La nuova giornata è dono di Dio, e anche per questo rendiamo grazie nella celebrazione eucaristica, che stamani è presieduta da fr Antonio Scabio, Definitore Generale, nella festa di san Benedetto, patrono di Europa e fondatore del monachesimo di occidente. Siamo invitati a pregare particolarmente per la comunità monastica di Taizé, che ci ospita in questi giorni. Il rendimento di grazie eucaristico si prolunga poi nella preghiera del mattino, nel canto di questa grande assemblea di tanti giovani da tanti paesi del mondo.

 

Partecipiamo poi alla riflessione biblica offerta a tutti i partecipanti di questa settimana da fratel John, monaco della comunità, che ci invita a riflettere sul vangelo della lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15). Ricollegandosi al tema dell’ospitalità egli ci invita a riflettere sul dialogo tra Gesù e Pietro, che evidenzia le difficoltà che talvolta abbiamo ad accettare i gesti di ospitalità dell’altro, che spesso non corrispondono alle nostre attese.  

 

Il tempo del mattino che segue è dedicato alla riflessione, ma anche allo scambio personale e ci permette di gustare uno spazio di distensione e di calma.

 

Dopo la preghiera e il pranzo, come sempre condiviso con altre duemila persone, nel pomeriggio ci raduniamo per ascoltare fr Michael Perry, nostro Ministro Generale. Egli, in verità, ci offre non una sola, ma due relazioni. Nella prima fr Michael sviluppa un discorso a partire dall’affermazione di Papa Francesco nella Laudato si’: "L’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra" (n. 66). Fr Michael illustra il posto essenziale che il dialogo occupa, secondo Papa Francesco, nella promozione di una spiritualità di interconnessione e solidarietà, nel rispondere alla nostra “vocazione alla fraternità” che si oppone alla “globalizzazione dell’indifferenza”, nella evangelizzazione, nella comprensione del mondo dell'altro, soprattutto quando è diverso da noi. Per essere capaci di un tale dialogo, occorre essere dei “mistici”, uomini contemplativi che sanno accogliere tutti coloro e tutto ciò che Dio accoglie, in modo speciale i poveri e gli esclusi. “Dialogo significa arrivare alla consapevolezza della verità che tutte le cose sono interconnesse, tutte le cose sono legate, tutte le cose sono destinate a collaborare al piano di Dio per la pace universale e la concordia. Per questo, il dialogo è di vitale importanza per la missione evangelizzatrice della Chiesa del nostro tempo”. Dopo questa prima riflessione, Michael ne aggiunge una seconda, centrata soprattutto sulle esperienze di crisi e sofferenza che molti di noi, anche under ten, viviamo nella nostra vita fraterna per mancanza di dialogo. Vengono toccati temi sensibili, come la mancanza di fiducia e confidenza reciproca, la paura di farsi conoscere davvero dai fratelli, il senso di isolamento rispetto alla fraternità, la crisi e le uscite dall’Ordine. A questa descrizione fr Michael accompagna alcune indicazioni per vivere in maniera positiva il tempo inevitabile di crisi e per rendere feconde le situazioni di difficolta. Tra i buoni strumenti per affrontare la crisi, oltre alla preghiera, c’è proprio quello del dialogo. Difficile riassumere queste riflessioni, ricche di esperienza concreta: rimandiamo alla lettura del testo, che sarà disponibile sul sito.

 

La condivisione di gruppo di oggi cambia un poco rispetto ai giorni scorsi, e avviene tra i frati di un medesimo paese. La condivisione della medesima (o simile) cultura e di una lingua comune permette uno scambio ricco tra i partecipanti, e i temi offerti dalla relazione del Ministro offrono molti motivi di approfondimento.

 

La cena e poi la preghiera della sera concludono anche questa giornata, della quale ringraziamo il Signore e anche i fratelli. Come sempre, non solo il Signore, ma anche i fratelli; come sempre, non solo i fratelli, ma soprattutto il Signore.

 

“E fu sera e fu mattina… quarto giorno”.

 

ALTRE FOTO

Indietro
Powrót do góry