Cronaca 12 luglio
(12 luglio 2019)

La giornata inizia, come sempre, con la celebrazione dell’eucaristia, presieduta dal Ministro Provinciale di Francia e Belgio, fr Michel Laloux. La parola evangelica ci invia “come agnelli in mezzo ai lupi, astuti come serpenti e semplici come colombe”. Sono le parole che san Francesco pone all’inizio del capitolo 16 della Regola non bollata, dedicato a “coloro che vanno tra i saraceni e gli altri infedeli”: le accogliamo come parole rivolte alla nostra vita e missione.

 

Dopo la preghiera del mattino, la riflessione biblica proposta da un monaco della Comunità ci invita a riprendere la riflessione dei giorni precedenti sull’ospitalità di Dio nei nostri confronti, a partire dall’icona della Trinità, che è un invito a prendere parte al banchetto e al calice che ci viene offerto. Ci viene poi consegnato, per la riflessione personale, il testo evangelico di Gv 19, 16-26, sulla crocifissione di Gesù e sull’affidamento della madre al discepolo amato e del discepolo amato alla madre: un nuovo e altissimo esempio di ospitalità. 

 

Dopo la riflessione biblica c’è tempo per la meditazione personale e le condizioni climatiche favorevoli che ci stanno accompagnando in questi giorni facilitano la nostra riflessione, perché lo sguardo può spaziare sullo splendido panorama che ci circonda.

 

Il pranzo ci riunisce, come sempre, a circa 2000 altri commensali che, come noi, sono indotti a pensare al piatto preferito da Esaù: le lenticchie sono infatti la portata principale di oggi!  

 

Il pomeriggio odierno assume una fisionomia differente dal solito. Ci dividiamo infatti in otto gruppi, in ognuno dei quali i frati incontrano il Definitore Generale della propria Conferenza. Ogni Definitore ricorda ai partecipanti il progetto di questo Capitolo delle stuoie, che ci ha fatto già vivere nelle diverse Entità un momento di pre-capitolo e che chiede a noi partecipanti di animare un post-capitolo, dopo essere tornati a casa. La domanda rivolta a tutti è: quali saranno le proposte e i progetti che porteremo nelle nostre realtà? È impossibile dare un comune resoconto di questi incontri giustamente differenti l’uno dall’altro: il tratto comune è che vengono affrontati problemi, sfide, progetti e esperienze legati alle diverse aree del mondo in cui viviamo.

 

Dopo l’incontro con uno dei Definitorie generali, nella seconda parte del pomeriggio è offerta a quanti lo desiderano l’opportunità di un incontro “informale” con il Ministro Generale. Il gruppo di frati che sceglie di incontrarsi con lui gli rivolge molte domande… e forse ancor più domande il Ministro rivolge a loro, in un dialogo aperto e provocante. Il gruppo dei partecipanti ha apprezzato molto la possibilità di un incontro così, libero e fraterno. 

 

La cena, come ogni sera, è seguita dalla preghiera della sera. Stiamo abituandoci allo stile di questa preghiera, abbiamo ormai imparato alcuni canti e melodie, e possiamo affidarci con fiducioso abbandono alla preghiera corale che sostiene e anima la nostra personale invocazione, lode, intercessione. La giornata si conclude così come è iniziata, affidata alle mani del Signore.

 

“E fu sera e fu mattino… quinto giorno”. 

 

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