Cronaca 13 luglio
(13 luglio 2019)

Siamo giunti all’ultimo giorno del nostro Capitolo delle stuoie. La celebrazione eucaristica del mattino è presieduta da fr Michael, nostro Ministro Generale, che ci invita ad accogliere le parole di Gesù nel Vangelo di oggi: “Non abbiate paura!”. Una parola che ci incoraggia a intraprendere, domani, il cammino di ritorno alle nostre case. La preghiera del mattino prolunga il nostro affidarci senza paura alla provvidenza del Padre, affidandogli non solo le nostre necessità ma allargando la nostra intercessione ai bisogni del mondo.

 

Partecipiamo all’ultima riflessione biblica della settimana, offerta a noi e a molte altre persone da fratel John, monaco della Comunità. Ci viene consegnato il brano evangelico dell’invio in missione dei settantadue discepoli (Lc 10, 1-9), che ci parla di ospitalità offerta (e richiesta) ai discepoli in missione. 

 

Dopo il pranzo (con l’immancabile coda di attesa insieme a circa altre duemila persone, che ci fa fraternizzare con molte persone altrimenti sconosciute), nel pomeriggio partecipiamo alla celebrazione di chiusura del nostro Capitolo delle stuoie. Se alla celebrazione di apertura ci eravamo riuniti fuori dalla chiesa per poi entrarci processionalmente, questa volta ci riuniamo dapprima in chiesa per lodare il Signore e ascoltare alcune riflessioni, ma poi siamo invitati ad uscire fuori dalla chiesa, per ricevere il mandato di andare per il mondo, come la nostra Regola ci invita a fare. In chiesa, abbiamo ascoltato frère Alois che ci ha ringraziati, ricordando due punti comuni tra la nostra e quella dei fratelli di Taizé: la fraternità, che ci permette di dare testimonianza non come singoli ma come fraternità, e la semplicità, che ci invita a semplificare ulteriormente il nostro stile di vita. Il Ministro provinciale di Francia, fr. Michel Laloux, ci ha invitati a ringraziare il Signore e lo ha fatto lui stesso, trovando tanti piccoli e grandi motivi per farlo. Il Ministro generale fr. Michael ha ricordato che in questi giorni abbiamo potuto sperimentare che non siamo soli nella nostra avventura francescana, ma che ci accompagna Dio e ci accompagnano i fratelli. Ci ha richiamati alla nostra fede in un Dio trinitario che fonda la nostra spiritualità del dialogo come modo di vivere la nostra vita radicata in Dio, aperta all’incontro con Dio e con tutti gli altri, di ogni cultura e provenienza. E ha concluso con il testo dell’Apocalisse che ha ispirato l’ultimo Consiglio plenario, con l’invito a ritornare al primo amore e ad ascoltare ciò che lo Spirito dice alle chiese. Dopo questi tre interventi, è stata letta la Lettera dei frati Under Ten ai frati dell’Ordine, preparata da una Commissione di delegati. Abbiamo infine ricevuto dal Ministro una medaglia, ricordo di questo Capitolo. Siamo poi usciti processionalmente dalla chiesa e fuori, all’aperto, dopo aver dichiarato insieme che vogliamo servire Cristo e la Chiesa, nello stile di san Francesco, e che vogliamo soprattutto testimoniare Lui, morto e risorto per noi, abbiamo ricevuto la benedizione di san Francesco. Il canto del Salve Sancte Paterha concluso la nostra celebrazione.

 

La celebrazione, intensa e significativa, si prolunga e si distende poi in un tempo di fraterna ricreazione, nel giardino della Comunità monastica, dove possiamo ancora una volta vivere incontri e scambi con i fratelli (nostri e della Comunità di Taizé) che abbiamo conosciuto durante questa settimana. Iniziano anche i saluti reciproci, perché alcuni di noi partiranno già domattina presto, e quasi tutti comunque partiremo domani. 

 

Questo clima di congedo si prolunga per tutta la serata, durante la cena e dopo cena: gli abbracci e i saluti si moltiplicano. Durante la preghiera della sera, è inevitabile pensare che è l’ultima sera che partecipiamo a questo momento intenso e suggestivo, e ci gustiamo ancor più questo respiro di preghiera corale che ci ha accompagnato in questi giorni.

 

Al Signore ogni lode e benedizione anche per quanto ci ha fatto vivere durante questa settimana! 

 

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