Il modello di dialogo
(09 luglio 2019)

Il Signore vi dia pace! 

 

Inizio con una condivisione molto personale: sono emozionato di parlare qui a Taizé, perché gli inizi della mia vocazione sono passati da qui, nei lontani primi anni ’70, quando avevo 17 anni e venni qui con altri ragazzi della mia parrocchia di Milano. Qui incontrai uno dei frati francescani della piccola fraternità che qui aveva vissuto in quegli anni, con lui parlai delle domande vocazionali che stavo vivendo ed egli mi indirizzò ai frati di Milano, che io non conoscevo. Da lì iniziò il mio percorso… ed eccomi qui, più di 40 anni dopo. Potete dunque capire la mia emozione e anche il mio affetto per questo luogo che per me fu luogo di grazia. Ma dopo i ricordi personali, passiamo a parlare del nostro tema!

 

Nell’affrontare un tema come quello proposto dal nostro titolo - Il modello di dialogo offerto da san Francesco e dalla prima fraternità francescana- ci troviamo di fronte a una indagine che applica a Francesco d’Assisi, uomo del Duecento, una parola che solo nel Novecento ha sviluppato i valori che le attribuiamo. La parola dialogo, infatti, non fa parte del vocabolario usato da Francesco d’Assisi nei suoi Scrittio dai biografi che ne hanno narrato la vita. Eppure tutti coloro che credono che il dialogo sia un valore importante, vedono in lui un maestro del dialogo e dell’incontro tra uomini di diversa cultura, religione o status sociale.

 

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